15 Gennaio 2020

Packaging ecosostenibile: ecco tutte le idee anti spreco

Oggi, l’imballaggio rappresenta forse l’elemento più strategico nel campo del marketing e soprattutto nella promozione di un prodotto. Se, infatti, fino a poco tempo fa quello che veniva comperato era essenzialmente il contenuto, ora la scelta è influenzata in maniera decisiva anche dal suo packaging e da ciò che esso trasmette.

Le scelte sono targate green

Secondo l’indagine voluta da Tetrapak, azienda leader nelle soluzioni per il trattamento e il confezionamento degli alimenti, più del 65% delle persone è disposta a spendere un po' di più per aver un prodotto eco-friendly. Non soltanto per il prodotto in sé (che può essere del cibo o dell’abbigliamento), ma anche per un confezionamento più ecosostenibile. Difatti, un imballaggio amico della natura contribuisce a rendere migliore la percezione del prodotto e a renderlo più appetibile per il consumatore attento. Ecco, quindi, alcuni esempi di packaging sostenibile.

-Imballaggio idrosolubile, ovvero che si scioglie in acqua

“Dissolve” è un tipo di confezionamento che viene utilizzato esclusivamente per lo spazzolino da denti ed è stato ideato dal designer canadese Simon Laliberté in PVA, un composto polivinilico non tossico e biodegradabile al 100%, unito a pasta cellulosica. Il packaging, stampato con inchiostro a base di soia, ha come obiettivo quello di creare zero scarti. Dissolve, proprio per questa sua caratteristica essenziale è totalmente idrosolubile, ossia si scioglie in acqua in soli 10 secondi, senza lasciare alcuna traccia.
“The disappearing package” è invece un progetto che ha sempre come scopo quello di ridurre al minimo gli scarti e utilizzare materiali assolutamente naturali e non tossici, ma questa volta riguarda non più lo spazzolino da denti, ma piuttosto la scatola della saponetta che si scioglie interamente, senza lasciare residui, sotto l’acqua della doccia.

-Imballaggio commestibile

È il vero imballaggio del futuro, ossia quello che si mangia e non produce neanche un rifiuto durante i pasti. Stiamo parlando di “WikiCells” e “WikiPearls”, una serie di involucri commestibili fatti di noci, frutta secca e semi per contenere cibi solidi e liquidi. Questo tipo di packaging evita sprechi e rispetta al 100% l’ambiente circostante. A questi si aggiungono “Scoff-ee Cup”, la tazzina da caffè commestibile (realizzata da un biscotto rivestito al suo interno da zucchero e uno strato di cioccolato bianco), e “Loliware Edible Cups”, vale a dire dei bicchieri commestibili realizzati con dell’alga agar-agar ed essenze naturali a base di frutta. Esistono diversi gusti: dal thè verde alla vaniglia, oppure senza aromi. Inoltre, i bicchieri sono in grado di contenere
acqua o altre bevande fredde o a temperatura ambiente, ma anche gelati e dessert. Pertanto, una volta terminato di bere, Loliware si può mangiare o compostare nell’umido.

-Imballaggio riutilizzabile e multifunzione

Parliamo di “Hangerpack”, un packaging da spedizione che si tramuta successivamente in stampella per gli abiti, modificando così la sua funzione di partenza. Questa idea geniale permette non solo di ridurre gli sprechi, ma di conseguenza anche la produzione di rifiuti.

-Imballaggio totalmente organico

Stiamo parlando di “Happy Eggs”, ossia un imballaggio totalmente sostenibile per uova realizzato con del fieno pressato. Il suo utilizzo ci riporta all’immagine del nido, in cui solitamente le uova vengono deposte dalle galline e protette dalle stesse. Insomma, un’idea intelligente che ricorda al tatto, alla vista e anche all’olfatto le origini del prodotto che contiene.
Ma non è tutto. Oltre all’imballaggio “Happy Eggs” abbiamo anche il “Naturally Clicquot 3”, ossia un confezionamento sempre organico che viene utilizzato per le bottiglie di champagne. Esso è composto di un materiale derivato dagli scarti di lavorazione dell’uva.

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Cos'è il 'greenwashing': come le industrie possono ingannarci


Autore:Lucia

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