06 Settembre 2018

SpazzaCorrotti, non punibile chi denuncia episodi di corruzione

Nella bozza del ddl ribattezzato “SpazzaCorrotti”, c’è anche una norma che ritiene non punibile chi denuncia spontaneamente di aver commesso atti di corruzione o di induzione indebita, a patto che costui lo faccia prima che la notizia di reato venga iscritta a suo carico nel registro degli indagati, e comunque non oltre i tre mesi dalla commissione del fatto. È inoltre necessari oche costui fornisca elementi utili alla prova del reato e per individuare gli altri responsabili.

Prevista nell’art. 1 del ddl, come anticipato da diversi quotidiani la non punibilità per chi si autodenuncia sarebbe una sorta di assoluta novità per l’ordinamento giuridico italiano, e estenderebbe la non punibilità anche al pubblico ufficiale, all’incaricato di pubblico servizio o al mediatore illecito, sempre a condizione che denuncino entro tre mesi o prima dell’indagine, e subordinandola pur sempre alla messa a disposizione dell’utilità percepita o di elementi che siano utili a individuarne il beneficiario.

Tra le altre novità anche una variazione dell’art. 2635 c.c., sulla base della quale sarebbe perseguibile d’ufficio la corruzione tra privati e la sua istigazione, con abrogazione del comma che dispone la procedibilità a querela della persona offesa. Ci sarebbe inoltre l’innalzamento delle pene per la corruzione nell’esercizio della funzione (da 6 a 8 anni) e per il traffico di influenza illecite (fino a 5 anni), così come il Daspo (cioè, il divieto a vita di partecipare agli appalti pubblici) per chi riceva condanne superiori a 2 anni.

corruzione


Autore:Roberto