31 Luglio 2017

Sprechi sanità, arrivano i microchip sui camici

Continuano a far discutere le novità che arrivano da Genova, e dalla sua "Sanità". Ad annunciarlo e a difenderle è stata la vicepresidente della Regione Liguria, e Assessore alla sanità Sonia Viale, che ricorda come l'obiettivo del microchip all'interno dei camici ha come unico obiettivo quello di evitare gli sprechi e le dimenticanze degli stessi abiti al di fuori degli ospedali, assicurando così quelal che è stata definita come "una corretta contabilizzazione dei materiali forniti, una maggiore sicurezza rispetto alle norme igieniche e antincendio, una maggiore qualità dei tessuti anche a garanzia del decoro delle divise e della biancheria utilizzate".

"Dalle informazioni acquisite, poi, questo sistema risulta già diffuso in molte regioni d’Italia, proprio per evitare sprechi e ammanchi. Data la delicatezza della materia, al di là della precisione delle finalità descritte chiaramente nel capitolato, ho comunque già disposto ulteriori approfondimenti, a garanzia di tutto il sistema" - ha poi aggiunto la vicepresidente.

Il commissario straordinario di Alisa, Walter Locatelli, spiega poi per quale motivo si è reso necessario tale strumento più innotvativo, ricordando come "il codice a barre si è rivelato insufficiente e non idoneo a garantire la correttezza dei dati, generando quindi sprechi. Al contrario, il microchip consente di sapere sia quando il camice viene ritirato dalla ditta che effettua il servizio di lavanderia e poi riconsegnato al dipendente sia, di conseguenza, quanti cicli di lavaggio l’indumento subisce, visto che dopo un certo numero deve essere sostituito".

sanita

Le cose che non si devono mai buttare nella spazzatura


Autore:Roberto

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