08 Novembre 2017

Digitale in Italia: miliardi di spese per nulla?

L'Agi riporta che dall'indagine della Commissioni parlamentare di inchiesta sul livello di digitalizzazione e di innovazione della pubblica amministrazione e sugli investimenti nel settore delle tecnologie, emergerebbe un quadro di arretratezza per l'Italia digitale, arricchito da ritardi, sprechi e disservizi che hanno avuto come unica conseguenza quella di favorire lo scarso utilizzo dei servizi online da parte dei cittadini, che peraltro mostrerebbero anche un basso gradimento di quanto fatto finora.

Dai lavori della Commissione emerge come la spesa ICT sia ammontata a 5,5 miliardi di euro, con una scarsa capacità di controllo della qualità della spesa, soprattutto per quanto concerne i sistemi informativi e l'impatto che dovrebbero produrre in termini di risparmi e di miglioramento della qualità dei servizi.

In aggiunta a quanto sopra, la Commissione segnala che "la mancanza di adeguate competenze interne impedisce alla PA di contrattare adeguatamente con i fornitori, di progettare correttamente le soluzioni necessarie, di scrivere bandi di gara che selezionino il prodotto o il servizio più adeguato e aperto a nuove implementazioni e, infine, di controllare efficacemente lo sviluppo e la realizzazione delle soluzioni informatiche".

Una situazione che comporta che si conducano progetti con ritardi spesso inaccettabili, e che anche quando vengono conclusi sembra che in realtà non abbiano portato ad alcun miglioramento sostanziale, passando dunque al progetto successivo in un circolo vizioso.

Un caso esemplare sollevato dalla Commissione è il progetto dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente, che avrebbe sofferto di problemi di scarse competenze tecnologiche e un aspesa consistente (23 milioni di euro), che non è stata sufficiente per poter portare a compimento il progetto, a causa dei noti ritardi ed errori.

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Autore:Roberto