31 Marzo 2017

Sprechi sanità: e se la colpa fosse (anche) dei singoli medici?

Uno studio americano pubblicato su JAMA Internal Medicine e condotto Harvard Medical School e della Harvard T.H. Chan School of Public Health, si sofferma nel cercare di comprendere qule possa essere l’impatto dei pattern di spesa dei singoli medici sugli outcome dei pazienti. Indicando che, sebbene sia giusto e auspicabile apportare dei correttivi, sono sbagliati gli atti di imperio, poiché imporre ai medici di tagliare su esami e procedure potrebbe avere effetti negativi sui pazienti.

“Quando spendi di più per una macchina o per un televisore – commenta Anupam B. Jena, professore associato di Health Care Policy presso la Harvard Medical School, con dichiarazioni riportate anche su Quotidiano Sanità – verosimilmente diventi proprietario di un prodotto migliore”. Tuttavia, i risultati dello studio dimostrano che la regola del ‘più spendi, meglio (e meno) spendi’ non è applicabile tout court nel caso delle cure mediche. “Spendere di più – commenta Jena – non significa ottenere un risultato di salute migliore”.

Ad ogni modo, qualcosa si deve comunque fare per poter ridurre gli sprechi, anche tenendo in considerazione che “è possibile che alcuni medici non si rendano conto di quanto costino esami e procedure; in quest’ottica – spiega ancora il professore Jena – autorità sanitarie e assicurazioni potrebbero creare degli incentivi per calmierare le spese più inutili. Potrebbe anche darsi che alcuni medici siano meno efficienti di altri e di aver quindi bisogno di ulteriori risorse per arrivare ad una diagnosi corretta o ad un trattamento efficace. Qualunque siano le cause alla base di queste differenze, i risultati di questo studio – ribadiscono ancora una volta gli autori – sottolineano l’impatto delle decisioni prese dai singoli medici nel determinare la spesa sanitaria”.

sprechi sanita

Sprechi sanità: un problema non solo dell'Italia


Autore:Roberto