27 Aprile 2017

Sprechi sanità, corruzione in un'Asl su quattro

I numeri dell’indagine condotta dal Censis nell’ambito del progetto “Curiamo la corruzione” sono allarmanti: stando al dossier, coordinato da Transparency International Italia, in partnership con lo stesso Censis, l'ISPE Sanità e RiSSC- Centro ricerche e studi su sicurezza e criminalità, infatti, un’azienda sanitaria su quattro in Italia avrebbe sperimentato almeno un episodio di corruzione nel corso del solo ultimo anno, con una proporzione che al Sud si fa ancora più grave, visto e considerato che qui scende a una su tre.

Più nel dettaglio, sulla base dell’analisi dei conti economici effettuata da ISPE Sanità, risulta che circa il 6% delle spese correnti annue del Servizio sanitario nazionale siano riconducibili proprio a sprechi e corruzione, con un rischio di inefficienze che si rivela più alto nel caso di acquisti di servizi per le Asl e di acquisto di beni per le aziende ospedaliere.

Le conseguenze sono piuttosto severe: si tratta infatti di soldi che vengono sottratti all’assistenza e – sottolinea il quotidiano Il Corriere della Sera, “inoltre, la corruzione in sanità mette a repentaglio la stessa salute dei malati, per esempio, se vengono utilizzati presidi scadenti o addirittura pericolosi, così come i favoritismi ai pazienti provenienti dalla libera professione potrebbero allungare i tempi di attesa di chi aspetta un intervento chirurgico a volte salvavita”.

Insomma, a distanza di quattro anni dall’entrata in vigore della legge anticorruzione, su 136 strutture sanitarie circa la metà continua a non avere piani anticorruzione adeguati.

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Autore:Roberto