17 Giugno 2017

Sprechi sanità, oltre 22 miliardi bruciati in un anno

Il quadro dipinto dal secondo Rapporto sulla sostenibilità del servizio sanitario nazionale, a cura di Gimbe, non è certamente di quelli bonari. Emerge infatti che nel corso del 2016 sono stati erosi ben 22,51 miliardi di euro a causa di sovrautilizzi, frodi e abusi, acquisti a costi eccessivi, sottoutilizzi, complessità legate ai processi amministrativi, inadeguato coordinamento dell'assistenza, e molto altro.

Una stima - quella avanzata da Gimbe - che viene confermata dal senior economist dell'Ocse, Agnès Couffinhal, secondo cui le evidenze sugli sprechi nei sistemi sanitari sono inequivocabili, e non è più il momento di disquisire sulla loro esistenza, bensì agire senza alcun indugio. "Considerato che circa 1/5 della spesa sanitaria apporta un contributo minimo o nullo al miglioramento della salute delle persone, tutti gli stakeholder sono chiamati a collaborare per tagliare gli sprechi con precisione chirurgica" - ha dichiarato Couffinhal.

Peraltro, non solo di sprechi parla il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, quanto anche di fabbisogno, e dei suoi profondi legami con le inefficienze. "Secondo le nostre stime, che restano estremamente conservative - dice Cartabellotta - nel 2025 il fabbisogno del Ssn sarà di 210 miliardi di euro, cifra che può essere raggiunta solo con l'apporto costante di tre 'cunei di stabilizzazione': piano nazionale di disinvestimento da sprechi e inefficienze, incremento della quota intermediata della spesa privata e, ovviamente, adeguata ripresa del finanziamento pubblico".

Insomma, dagli studi e dalle valutazioni annunciate, emerge come in assenza di un vero e proprio programma di risanamento, la trasformazione verso un sistema sanitario misto sarà una strada a senso unico, portando pertanto in archivio il nostro tradizionale sistema di welfare.

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Sanità, nel 2015 quasi 25 miliardi di euro di sprechi


Autore:Roberto