31 Marzo 2017

Sanità integrativa per ridurre gli sprechi

Sono circa 10 milioni gli italiani che hanno una copertura sanitaria integrativa, sotto forma di assicurazioni e/o fondi. Gli organismi di settore sostengono spese o erogano rimborsi per 4 miliardi di euro medi l’anno, stando a quanto afferma l’Osservatorio Ocps - Consumi privati in sanità, dell’Università Bocconi, che negli scorsi giorni ha effettuato una ricognizione dei programmi offerti, con specifica attenzione alle prestazioni di prevenzione primaria e di diagnosi precoce.

“La sanità integrativa — ha spiegato Mario Del Vecchio, direttore dell’Ocps, presentando l’indagine — sta cambiando, non limitandosi più al rimborso dei sinistri, ma accompagnando i sottoscrittori nei consumi sanitari privati. Ha iniziato quindi a occuparsi di prevenzione, una strategia di marketing che funziona, perché esiste una forte richiesta, soprattutto per ciò che è più difficile ottenere dal Servizio sanitario, con il rischio, però, che sia la domanda sia l’offerta non siano sempre appropriati”.

Da questo impulso alla possibilità di poter progettare contenimenti degli sprechi il passo è breve, tenendo ad esempio conto che non vi è scambio di dati tra i due comparti: oggi le due realtà (servizio sanitario pubblico e sanità integrativa) sono infatti realtà separate, senza che vi siano scambi di dati e di informazioni. Ne conseguono sovrapposizioni e possibile spreco di risorse pubbliche e private.

Meglio dunque, come immaginato da un recente evento, cercare di predisporre una piattaforma di interscambio e di collaborazione, andando a efficientare i due comparti. Sembra difficile e, probabilmente, lo è.

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Sanità, nel 2015 quasi 25 miliardi di euro di sprechi


Autore:Roberto