29 Agosto 2016

Roma, entro sei mesi la vendita di 30 società partecipate

Sono circa trenta le società partecipate che l’amministrazione di Roma Capitale desidera porre in vendita entro sei mesi. Si tratta di società che non offrono servizi pubblici ai cittadini, e che costituiscono il perno del piano di riforma delle municipalizzate capitoline, a interesse di quasi 40 mila dipendenti che vi operano e, soprattutto, di svariate centinaia di milioni di euro di risorse dell’amministrazione.

A dare il via alla riforma della governance delle aziende è stata l’approvazione del decreto legislativo sul riordino delle partecipate, promosso dal ministro della pubblica amministrazione Marianna Madia, con l’obiettivo di sfoltire la platea delle società che sono proliferate negli anni nell’orbita degli enti locali.

A Roma, il tutto è poi condito dalla necessità di quadrare i conti, con un piano di riequilibrio triennale che, oltre a 440 milioni di tagli alla spesa corrente, non può che prevedere proprio una significativa razionalizzazione della holding capitolina.

Stando alla legge, ricordiamo, entro sei mesi gli enti locali e le altre amministrazioni pubbliche dovranno presentare i piani di razionalizzazione nei quali dovranno essere indicate le partecipazioni che dovranno essere oggetto di dismissione o di liquidazione. Tutte le società considerate fuori norma (come quelle senza dipendenti, con una perdita costante o con fatturati inferiori ai 500 mila euro) dovranno essere oggetto di dismissione. E anche se l’elenco non è ancora pronto ufficialmente, l’impressione è che sarà molto, molto lungo, e che nella sola Roma potrà contare di una trentina di protagoniste.

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Autore:Roberto