01 Aprile 2019

Ora legale e ora solare, verso unificazione anti-spreco

Come noto, da tempo gli eurodeputati hanno domandato di porre fine al regime di doppio orario (legale e solare), tale per cui le lancette degli orologi dei cittadini sono portate un’ora avanti a fine marzo e un’ora indietro a fine ottobre. L’abolizione dell’ora legale era già nelle idee della Commissione per il 2019, ma il Parlamento Ue l’ha spostata al 2021. Ma per quale motivo?

La determinante che ha condotto a tale rinvio non è certo difficile da immaginare: l’abolizione deve infatti essere approvata infatti da tutti gli Stati membri, e al momento è purtroppo impossibile trovare una linea comune, considerato che ogni Stato può ben applicare il proprio fuso orario.

Detto ciò, ci si domanda quali possano essere le effettive conseguenze in termini di contenimento degli usi energetici. Stando a quanto afferma Terna, la società che qui in Italia gestisce la rete elettrica nazionale, nei mesi di ora legale è stimabile un minore consumo di energia elettrica di circa 510 milioni di kilowattora, pari al fabbisogno medio annuo di circa 200 mila famiglie. Un risparmio di consumi che viene altresì tradotto in un non sottovalutabile risparmio di circa 100 milioni di euro e di minore emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Se l’ora legale a partire dal 2021 fosse adottata per tutto l’anno, stima ancora la società, i risparmi stimati per i cittadini italiani sarebbero di 160 milioni di euro l’anno e ne beneficerebbe anche l’ambiente, con 400 mila tonnellate di anidride carbonica in meno nelle emissioni.

ora legale


Autore:Roberto

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