17 Agosto 2018

Ocean Array Cleanup: la macchina che pulirà gli oceani dalla plastica

Boyan Slat è un giovane di 24 anni che, circa cinque anni fa, ha abbandonato gli studi per dedicarsi al suo progetto “green”. Il giovane olandese ha pertanto deciso di fondare l’ong Ocean Cleanup con lo scopo di rimuovere la plastica dagli oceani. Il progetto ha ricevuto ingenti finanziamenti sia pubblici che privati dopo che è stata dimostrata la sua fattibilità.

Ocean Array Cleanup

L’idea alla base dell’Ocean Array Cleanup è molto semplice. La macchina sfrutta le correnti del mare per far sì che i rifiuti di plastica si accumulino nelle piattaforme, e il mare si pulisca da sé.

Il sistema è composto da una catena di barriere galleggianti della lunghezza di due chilometri poste in favore di corrente, senza reti, che convogliano la plastica verso piattaforme che fungono da imbuto. Una volta al mese una barca andrà a raccogliere i rifiuti spinti all’interno della macchina. “Le forze che spostano la plastica sono le stesse che muovono i sistemi di pulizia, in altre parole, dove va la plastica, vanno automaticamente anche i sistemi di pulizia”.

Il sistema è a impatto zero: affidandosi alle correnti oceaniche, non richiederà una fonte di energia esterna. L’unica fonte di energia utilizzata sarà quella solare. Secondo i modelli della Ocean Cleanup, il dispositivo potrebbe ripulire il 50% del Great Pacific Garbage Patch (nota anche come “Grande chiazza di rifiuti del Pacifico”) in 5 anni. Combinando la pulizia con la riduzione della produzione sulla terraferma, potremmo tornare ad avere oceani liberi dalla plastica entro il 2050.

Previsioni

Se Ocean Array Cleanup dovesse funzionare a dovere il progetto proseguirà con l’installazione di altre sessanta piattaforme nelle aree più inquinate del pianeta entro il 2020.

Lucia Franco

Ocean Array Cleanup: la macchina che pulirà gli oceani dalla plastica


Autore:Lucia