12 Maggio 2016

Milano, il sogno è quello di una città  a zero sprechi

Per il momento è un sogno, ma per poter trasformare Milano in una vera e propria Smart city a zero sprechi, un primo passo utile è stato appena fatto con la sottoscrizione di un’intesa  tra aziende, istituzioni e università per il recupero delle eccedenze alimentari.

Firmatari del protocollo sono stati Michele Angelo Verna (direttore generale di Assolombarda Confindustria Milano Monza Brianza), Maurizio Baruffi (Capo di gabinetto del Comune) e Alessandro Perego (direttore vicario del dipartimento di ingegneria gestionale del Politecnico di Milano), che con la nuova intesa hanno pertanto idealmente prolungato le ispirazioni elaborate con l’Expo e la Food Policy siglata nell’ottobre 2015. Ma perché è nato il protocollo sopra anticipato?

L’accordo nasce dall’esigenza di stimolare politiche virtuose, a seconda dei mezzi a disposizione. E proprio per questo motivo è stato stabilito che Assolombarda contribuirà andando a sensibilizzare e a incentivare le 150 aziende del suo Gruppo Alimentazione, il Comune metterà a disposizione le sue forze di risorse umane e rapporti istituzionali, mentre il Politecnico sfrutterà il suo know-how su modelli di gestione e supply chain per favorire l’intero processo.

Con quali obiettivi di breve e medi termine? Sebbene sia presto per poter compiere qualche ipotesi, qualcuno sostiene che si possa concretamente fissare l’asticella sui tassi di recupero intorno al 50%. Sarebbe un’ottima notizia per una città che ambisce a contenere i suoi tanti sprechi, e che potrebbe pertanto diventare la metropoli trainante in questo ambito, non solo in Italia.

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Autore:Roberto