17 Novembre 2020

È una donna quella che ha ideato la plastica che scompare in acqua

Si tratta di una “finta plastica” composta esclusivamente da materiali ecologici al 100 per cento e che “scompare” in acqua in pochi minuti. È talmente naturale che si può addirittura bere l’acqua in cui esse si discioglie.

È una donna ad aver inventato la plastica che si scioglie

A inventarla la chimica israeliana Sharon Barak che lavora per una ditta produttrice di plastica e che ha lasciato tutto per impegnarsi a tempo pieno nella Start-up “Solutum”, una Start-up innovativa che si rivolge a una delle principali sfide del Mondo: l'inquinamento da plastica.

Il nuovo materiale in questione ha tutto l’aspetto della classica plastica, ma soprattutto funziona come essa, ma non è plastica. La “finta plastica” può essere utilizzata nella produzione di confezioni per alimenti, ma anche bottiglie e sacchetti. La differenza sta nella assoluta e rapidissima biodegradabilità. Normalmente, il tempo medio in cui un bicchiere di plastica è 50 anni. Una cannuccia ha bisogno di 200 anni e una bottiglia di 450 anni. Tempi troppi lunghi e nocivi per il nostro Pianeta.

L’innovazione veste donna

La “finta plastica” ideata da Sharon Barak “scompare” in pochi minuti. Una volta utilizzata, può essere quindi gettata nello scarico oppure bevuta. Questo fa sì che si riducano non solo gli sprechi, ma anche la stessa produzione della classica plastica che inquina il nostro Mondo.

L.F.


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Autore:Lucia

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