09 Luglio 2018

Corruzione in sanità, sbagliato usare il camice bianco?

L’Anaao Assomed negli ultimi giorni ha contestato il modo con cui il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha ripreso sul proprio blog un progetto di legge del M5S sulla trasparenza dei rapporti tra le aziende del settore e gli operatori della salute.


Il motivo? Il ministro avrebbe utilizzato per il post l’immagine di un medico che prende la tangente. Dunque, per Anaao Assomed, l’uso di un camice bianco, collegandolo alla corruzione in sanità, sarebbe semplicemente “inaccettabile e profondamente ingiusto”.


Il principale sindacato di medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale riconosce che probabilmente il medico lo ha fatto “forse in modo non pienamente consapevole” e non nega “comportamenti opportunistici e truffaldini in singoli casi”, tuttavia “i fenomeni corruttivi, peraltro limitati rispetto ad alcune cifre fatte circolare improvvidamente – sostiene - albergano soprattutto nel capitolo degli acquisti di beni e servizi, nel settore degli appalti pubblici e delle forniture”.


Peraltro, lo stesso presidente dell’Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone, ricorda Anaao, ha dichiarato di diffidare e contestare “ogni valore scientifico sui numeri della corruzione in sanità: non ci sono cifre e rapporti chiari, non ci sono dati affidabili e credibili. Quando si legge di decine di miliardi volatilizzati in corruzione dobbiamo sapere che anche queste news sono bufale e leggende metropolitane. Allarmismi che non contribuiscono a concentrarsi davvero sul problema”.


Dunque, chiamare in causa i medici con un gioco di immagini quali quelle che collegano il camice bianco alla corruzione, “è anche peggio per i riflessi negativi che può suscitare nella categoria. Proprio in questi mesi estivi, allorquando i paurosi deficit di personale prodotti da anni di definanziamento del Ssn e di blocco del turn over si manifestano con tutta la loro forza distruttiva nei confronti dei servizi che vengono erogati ai cittadini, i medici sono impegnati a garantire un minimo di attività per mantenere aperte le porte della “fabbrica della salute” che non chiude mai”.

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Autore:Roberto