07 Ottobre 2018

CIR Food: tra povertà  alimentari e povertà  culturali

A Ferrara, in occasione del Festival di Internazionale 2018, CIR Food, azienda leader nella ristorazione programmata in Italia e all’estero, parla di spreco legato non solo a una questione alimentare ma anche a una questione di tipo culturale.

Quest’anno il tema del dibattito è appunto “LO SPRECO: tra povertà alimentari e povertà culturali”, titolo dell’incontro organizzato in collaborazione con ECOWASTE4FOOD, progetto europeo che coinvolge 7 Paesi i quali cooperano per promuovere eco-innovazioni che possano diminuire lo spreco di cibo.

Secondo Giuliano Gallini, Direttore Marketing strategico e Comunicazione di CIR Food, lo spreco alimentare e la povertà culturale rappresentano una delle emergenze più importanti anche dal punto di vista politico, economico e sociale. Infatti, la povertà di cibo non è solo una condizione che non permette l’acquisto di quantità adeguate di alimenti, ma anche l’obbligo ad acquistare cibo inferiore per incapacità economica di accedere a cibi di qualità. In questo modo il cibo diventa un diritto negato all’interno di situazioni di emarginazione sociale e culturale.

Allora cosa fare?

Il cibo deve innescare innovazioni sociali capaci di aumentare il capitale sociale, consentendo alle persone di cooperare, creando reti di scambio e di relazioni che possano, ad esempio, avvicinare il produttore al consumatore o portare al recupero di spazi urbani declassati, migliorando il vivere civile. Spesso, afferma Giuliano Gallini, un livello di istruzione basso o inesistente associato a una insufficiente educazione alimentare e a una cultura “anti-intellettualistica” conducono a povertà di tipo culturale che accresce a sua volta la povertà alimentare, con casi come l’obesità o altre malattie legate sempre a una cattiva alimentazione.

Lucia Franco

CIR Food: tra povertà  alimentari e povertà  culturali

Le cose che non si devono mai buttare nella spazzatura


Autore:Lucia

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